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La val Veddasca è una valle della provincia di Varese e del canton Ticino. La valle inizia al valico dell’alpe di Neggia, nel territorio del comune svizzero di Gambarogno, in località Indemini, e termina a Maccagno,

Maccagno è uno dei centri turistici più rinomati del Verbano. Anche se supera di poco i 2500 abitanti, il suo territorio è molto esteso: fra le sue dodici frazioni alcune si affacciano sul lago, Tra cui Campagnano Famosa per Il belvedere che si puo godere dalla chiesetta di San Rocco mentre altre si arrampicano per le montagne. Il panorama che si gode in entrambi casi è unico e contribuisce ad alimentare la buona fama di cui gode il posto. Nel 2014 è stato al centro della fusione con i comuni di Pino sulla Sponda del Lago Maggiore e Veddasca.

 

La Veddasca é Interamente solcata dal torrente Giona, che dal monte Tamaro scende verso il Lago Maggiore, sul versante alla destra orografica del torrente sono presenti numerosi, piccoli paesi collegati dalla strada che da Maccagno conduce a Indemini, in territorio Elvetico: Veddo, Garabiolo, Cadero, Graglio, Armio, Lozzo, Biegno. Sull’altro versante, un caso simbolo è Monteviasco, collegato a Piero (famoso per i suoi mulini) da una lunga scalinata e solo dal 1985 da una funivia.

 

Tutti i piccoli paesi che costellano la valle sono esempi ben conservati dell’antica civiltà contadina, con muri in pietra a vista e tetti fatti con le piode. Si possono ancora vedere gli antichi balconi e loggiati in legno, sotto i quali si mettevano a seccare le pannocchie. Per gli appassionati della preistoria, ci sono anche molte incisioni rupestri (masso delle Croci, Masso grande dell’Alpone, Sasso del Granato) che testimoniano che queste zone erano popolate fin dall’età del Ferro.

Tutte le chiese dei cinque nuclei abitati conservano torri campanarie di origine romanica. Da segnalare, lungo la strada che conduce al Passo della Forcora, fuori Campagnano, la chiesa di San Rocco dal cui sagrato si gode un vasto panorama sul lago Maggiore; a Graglio, celato dal bosco che lo circonda, il santuario della Madonna di Penedegra, in origine.dedicato a S. Giuseppe ma rinominato dalla devozione popolare, con un lungo porticato anteriore e uno strano tiburio circolare.

Il Nucleo Abitato piú elevato é il IPasso della Forcora (1179 metri) è situato sullo spartiacque tra l’alta Val Veddasca, tributaria del lago Maggiore, e la conca del lago Delio, invaso artificiale sito in una valle laterale della stessa Val Veddasca. Da Maccagno arrivati alla localita ai Ronchi è possibile raggiungerlo tramite due strade, una storica che attraversa tutti i borghi del vecchio comune di Veddasca, Partendo da Cadero poi Graglio e Infine il capoluogo Armio, Mentre dagli anni 90 é presente una  panoramica che sale da Campagnano, poi Musignano e Lago Delio.

Grazie alla sua bellezza paesaggistica, la località ha iniziato ad essere frequentata già a partire dagli Anni 30 sia d’estate come punto di partenza per escursioni sui monti circostanti, sia d’inverno dagli sportivi amanti dello sci alpino e di fondo.

I prati verdi e i boschi ombrosi del Passo della Forcora sono adatti a chi vuole godere di un panorama emozionante su tutte le valli del Luinese o semplicemente da chi desidera respirare aria fresca e salubre. Numerosi i sentieri che conducono a belvedere altrettanto incantevoli, intervallati dalla presenza di chiesette lungo i percorsi. 

Non manca anche un laghetto Montano, Il Lago Delio, di origine glaciale,  e diventato artificiale negli anni 70 con la costruzione di due dighe, un opera ingegneristica senza eguali, permette di conservare l’energia in eccesso prodotta dalle fonti rinnovabili sul territorio e di generare nuova elettricitá grazie alla centrale idroelettrica di Roncovalgrande, al bisogno.

La Val Veddasca, che copre un territorio di ben 4920 ettari, ha mantenuto discrete condizioni di naturalità anche grazie ad un parziale isolamento rispetto ai territori limitrofi e all’estensione del patrimonio forestale. Buona risulta la situazione faunistica, con significativi popolamenti di Ungulati selvatici (es. cinghiali) e di Galliformi; spicca inoltre la recente comparsa della lince (Lynx lynx). T

La zona è perfetta per fare tante belle passeggiate a piedi ed in bici. Tra le località più interessanti si segnalano Piero con i suoi affascinanti mulini abbandonati e Monteviasco, che la leggenda vuole essere stata fondata nientemeno che dai “bravi” di manzoniana memoria, dopo avere rapito alcune fanciulle della vicina Biegno. Da Monteviasco partono altri sentieri che conducono all’Alpe Polusa, all’Alpe Cortetti, all’Alpe Corte e Merigetto dove si trova una particolare torre in pietra cilindrica. Da Curiglia si possono prendere sentieri che portano a Sarona e all’Alpone.